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venerdì 13 febbraio 2009

11 / 14) Tenerife Trekking: Cruz del Carmen - Chinamada - Punta del Hidalgo

Ed eccomi giunto all'ultima giornata di trekking. Oggi ho deciso di avventurarmi nella zona Nord-Est, all'interno del massiccio dell'Anaga.
  • Spagna - Canarie - Tenerife
  • da: Cruz del Carmen (900 m)
  • a: Punta del Hidalgo (0 m)
  • dislivello in salita: 0 m
  • dislivello in discesa: 900 m
  • massima altitudine: 900 m (Cruz del Carmen)
  • tempo di percorrenza: 4h
  • livello: bassa difficoltà

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Come due giorni fa, sveglia presto e guagua per Santa Cruz de Tenerife. Subito altra guagua per La Laguna, l'ex capitale dell'isola e attuale centro culturale grazie alla presenza dell'università. Ho un'ora di tempo prima del prossimo autobus, quindi gironzolo per le stradine della cittadina.
La guagua mi porta sino a Cruz del Carmen, noto per un mirador che permette di spaziare nella parte occidentale dell'Anaga.



Il sentiero di oggi è praticamente tutto in discesa. Partendo da circa 900m, arriverò a livello del mare. I panorami di oggi sono imponenti barranchi, con gole profonde che si gettano a picco nell'oceano. La mia prima tappa è Chinamada, un'antica borgata aborigena nella quale si conservano una trentina di case-grotte in buono stato e di grande interesse etnografico, che sono ancor oggi abitate.



Raggiungo un punto panoramico a Nord del paesino, dove posso ammirare un tratto della costa Nord dell'isola e dove mi concedo una pausa pranzo.



Proseguo quindi imboccando il sentiero che mi porterà a scendere sino a Punta del Hidalgo, lungo un versante del dirupo di El Tomadero. Incontro molti escursionisti che hanno fatto una scelta decisamente più faticosa della mia, avendo imboccato la via in salita!



Punta del Hidalgo è una località piuttosto anonima della costa Nord. Prendo la guagua per Santa Cruz, e quindi proseguo con un secondo autobus verso Los Cristianos.

mercoledì 11 febbraio 2009

11 / 12) Tenerife Trekking: Las Calderas - La Orotava - Puerto de la Cruz

Fino ad oggi sono rimasto sempre prevalentemente nella parte Sud / Ovest dell'isola, quindi decido di esplorare nuove zone. Raggiungo quindi il Nord.
  • Spagna - Canarie - Tenerife
  • da: Las Calderas (1200 m)
  • a: Las Calderas (1200 m)
  • dislivello in salita: 250 m
  • dislivello in discesa: 250 m
  • massima altitudine: 1450 m
  • tempo di percorrenza: 2h (totale)
  • livello: bassa difficoltà


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Il viaggio è piuttosto lungo. Prendo un primo autobus che, alle 6:20 mi porta a Santa Cruz de Tenerife, la capitale dell'isola. Cambio autobus alla volta di Puerto de la Cruz dove salgo su un terzo guagua che mi porterà a Las Calderas, nella valle de La Orotava. La giornata si presenta molto nuvolosa, ma lo avevo messo in conto visto che la zona Nord è normalmente più umida.



Me ne accorgo anche dall'ambiente, molto più verde rispetto alla zone semi-desertiche che ho percorso nei giorni precedenti. Nella zona de Las Calderas (1200m) partono diversi sentieri. Sull'autobus ci sono altri trekker, direi provenienti dalla Germania. Scelgo un sentiero che prende quota abbastanza velocemente: è piuttosto freddo (11°C) e umido, quindi deciso di scaldarmi procedendo a passo spedito. Arrivato ad un bivio a circa 1350m, lascio il mio sentiero per raggiungere un punto panoramico un po' più in alto (1450 m).



Le nuvole si sono completamente diradate, il sole sta facendo salire la temperatura e si annuncia una stupenda giornata! La valle de La Orotova è in effetti molto aperta, e lo sguardo spazia dal Teide che ha il versante Nord ancora molto innevato ...



... alla pianura sottostante. E' evidente la diversità rispetto alla zona Sud: qui è tutto verde, prevalentemente costituito da boschi di pino canario.



Scattate parecchie foto, ritorno sul mio sentiero che, con un anello, torna al punto di partenza. Qui prendo un guagua e proseguo la giornata con la visita alla cittadina di La Orotava (a circa 300m di altitudine), una delle più caratteristiche dell'isola. Richiedo un depliant con cartina al punto informativo per turisti, e mi addentro nelle viuzze. Decido di pranzare all'interno di un parco molto curato, che mi offre un ampio panorama sui tetti della cittadina e sulla costa sottostante.



Proseguo quindi la mia visita, osservando le finestre ed i balconi costruiti come tradizione con il legno del pino canario. Particolarmente famosa la 'Casa de los balcones'.
Essendo una classica meta turistica dell'isola, tanti sono i negozi di souvenir vari.

Torno quindi alla stazione della guagua, dove prendo un autobus per Puerto de la Cruz. Questa è la seconda città dell'isola. Sono solo a metà del pomeriggio, e la giornata limpidissima mi invoglia ad una breve visita, sino alla spiaggia di sassolini neri.

Qui le onde dell'oceano sono piuttosto alte, e diversi surfisti le cavalcano.



Riprendo il viaggio: guagua per Santa Cruz de Tenerife, breve pausa in città e quindi ultimo autobus per il viaggio sino a Los Cristianos.

lunedì 9 febbraio 2009

11 / 10) Tenerife Trekking: Roque del Conde

Oggi ho in programma un'altra escursione con Enea e due suoi amici che lo hanno raggiunto dall'Italia. La nostra meta è il Roque del Conde che domina la zona Sud-Ovest dell'isola. In particolare è molto riconoscibile per la sua cima quasi piatta.
  • Spagna - Canarie - Tenerife
  • da: Vento (650 m)
  • a: Roque del Conde (1003 m)
  • dislivello in salita: 400 m
  • dislivello in discesa: 50 m
  • massima altitudine: 1003 m (Roque del Conde)
  • tempo di percorrenza: 2h 30m (andata)
  • livello: bassa difficoltà

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Ci portiamo nel paesino di Vento, nei pressi di Arona, ed iniziamo il nostro sentiero sino ai 1000m de El Conde. Copriremo un dislivello di circa 400m.



La salita offre un'ampia panoramica sulla costa Sud-Ovest di Tenerife. E naturalmente, anche del Teide con i residui di neve. La giornata è molto calda e la salita piuttosto diretta alla cima richiede qualche pausa sul cammino.



Il pianoro in cima alla montagna offre un panorama estremamente ampio.



Oltre all'isola di La Gomera di fronte, possiamo scorgere anche le due cime dell'isola di Las Palmas in direzione Nord-Ovest.



Dopo una pausa per il pranzo al sacco, rientriamo dallo stesso sentiero percorso durante l'andata.

Devo dire che con Enea mi sono trovato benissimo. Simpatico, conosce bene l'isola e i sentieri, è attento alle esigenze delle persone che accompagna. Spero, in futuro, di poter partecipare ancora alle sue gite! Ci terremo sicuramente in contatto, anche attraverso il suo sito (www.eneatrekking.com) ed il suo blog (www.eneatrekkinguida.blogspot.com).

sabato 7 febbraio 2009

11 / 08) Tenerife Trekking: Santiago del Teide - Roque Cabezada

Da programma il trekking guidato da Enea avrebbe dovuto finire oggi, ma visto che i compagni di avventura austriaci partiranno domani, sono stato invitato a partecipare ad un'altra gita. Ovviamente ho accettato ben contento!
Siamo tornati sul massiccio del Teno, per percorrere uno spettacolare sentiero, prevalentemente di cresta, verso un promontorio sopra Los Gigantes.
  • Spagna - Canarie - Tenerife
  • da: Santiago del Teide (930 m)
  • a: Roque Cabezada (1035 m)
  • dislivello in salita: 250 m
  • dislivello in discesa: 150 m
  • massima altitudine: 1035 m (Roque Cabezada)
  • tempo di percorrenza: 2h (andata)
  • livello: media difficoltà


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Lasciato il pulmino a Santiago del Teide, siamo saliti costeggiando la strada che porta a Masca.
Il Teide è ancora innevato, e domina la cittadina.



Siamo quindi scesi sul versante opposto, dove, in località Casas Araza, abbiamo intrapreso il percorso sulla cresta che separa il Barranco De Masca dal Barranco Seco.
Non è esagerato definire spettacolare il percorso ed il panorama circostante. Magari non consigliabile a chi soffre di vertigini!



Abbiamo anche incontrato gli animali che è piuttosto naturale trovare in questi luoghi: un gregge di capre.

Raggiunta la cima più alta, a circa 1000m di altitudine, la pioggerellina che nel frattempo aveva iniziato a scendere ci ha scoraggiato nel proseguire verso un pianoro sottostante, decisamente adatto per un picnic in una giornata più limpida, nei pressi della fattoria abbandonata di Guegue.
Nel pomeriggio, da Puerto de Santiago guardando verso Los Gigantes, non sembra vero che qualche ora prima eravamo lassù!



E' tempo di saluti ... sono stato decisamente fortunato con i compagni di trekking!

Però la mia vacanza non finisce, e passo alla "seconda fase". Prendo un guagua per Los Cristianos, dove mi attende l'alloggio per la seconda settimana. Vado ad immergermi nella zona più turistica ma senza intenzione di fare una vita da hotel/piscina/tutto compreso.

venerdì 6 febbraio 2009

11 / 07) Tenerife Trekking: Adeje - Taucho

Il temporale di ieri ci ha portato una sorpresa: questa mattina il cielo è terso, e sia il Teide che alcune altre cime oltre i 2000m sono imbiancati da un'abbondante nevicata.
Enea ci informa che la forte nevicata ha interessato anche "Las Cañadas", dove la strada che abbiamo percorso il primo giorno di trekking è stata chiusa. Comunque noi siamo ben lontani, e siamo sicuri che anche oggi potremo godere di sole e ampi panorami sulla costa Ovest dell'isola.
  • Spagna - Canarie - Tenerife
  • da: Adeje (400 m)
  • a: Taucho (950 m)
  • dislivello in salita: 550 m
  • dislivello in discesa: 0 m
  • massima altitudine: 950 m
  • tempo di percorrenza: 4h
  • livello: media difficoltà

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Enea ci ha portato poco a monte di Adeje, in corrispondenza dell'inizio del sentiero che percorre il famoso "Barranco del Infierno" che, oltre a non essere la nostra meta, era chiuso a causa delle recenti abbondanti piogge. Noi abbiamo cominciato la nostra salita ad un'altitudine di circa 400m, con l'ampio panorama della costa Occidentale di Tenerife e dell'isola de La Gomera di fronte.



Sul sentiero abbiamo mangiato parecchi fichi d'India, maturi e dolci al punto giusto.



Al termine della salita abbiamo deciso di pranzare su un pianoro, a circa 900m di altitudine: abbiamo quindi coperto un dislivello di circa 500m. Sebbene da programma avremmo dovuto riscendere dallo stesso sentiero, abbiamo deciso di esplorare qualche alternativa.
Quindi abbiamo optato per la direzione Nord-Ovest con Christine, verso il paesino di Taucho: sentiero prevalentemente pianeggiante, che ci ha permesso di ammirare il Teide innevato.

Enea è invece sceso a recuperare il pulmino per raggiungerci alla fine del nostro percorso.

Per l'ultima serata insieme a cena, Enea ci ha proposto un pasto tipicamente spagnolo a base di tapas, in un ristorante di Playa San Juan.

mercoledì 4 febbraio 2009

11 / 05) Tenerife Trekking: Paisaje Lunar

Oggi ci attende una facile escursione nella zona di Villaflor, nella parte Sud dell'isola ... la nostra meta è un'area nota come 'paesaggio lunare', caratterizzata da rocce modellate e levigate da sabbia e vento sotto forma di torri e coni.
  • Spagna - Canarie - Tenerife
  • da: Lomo Blanco (1600 m)
  • a: Paisaje Lunar (1885 m)
  • dislivello in salita: 370 m
  • dislivello in discesa: 370 m
  • massima altitudine: 1970 m
  • tempo di percorrenza: 3h
  • livello: bassa difficoltà


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Raggiunta Vilaflor in pulmino, abbiamo proseguito verso il Teide per prendere una pista sterrata forestale presso lo svincolo Lomo Blanco. Abbiamo quindi iniziato l'escursione prima sulla pista, poi su sentieri segnalati in modo molto evidente.



Camminiamo nel paesaggio del Sud dell'isola che abbiamo imparato a riconoscere: piuttosto arido e dominato dal pino canario. Le formazioni di roccia stratificate e costituite da diversi materiali sono molto frequenti.

Ammiriamo il "paesaggio lunare" da un punto panoramico di fronte: pur non essendo proibito, è fortemente consigliato di non camminare all'interno della zona che ha un equilibrio molto fragile e rischia di essere rovinata dai tanti escursionisti seppur ben intenzionati.



Chiudiamo l'escursione su un percorso ad anello che ci riporta al pulmino. Cena a base di pesce presso il ristorante tedesco di Puerto de Santiago.

martedì 3 febbraio 2009

11 / 04) Tenerife Trekking: Santiago del Teide - Masca

Oggi ci portiamo nella parte Nord-Ovest dell'isola per un'escursione all'interno del massiccio del Teno.
  • Spagna - Canarie - Tenerife
  • da: Santiago del Teide (930 m)
  • a: Masca (640 m)
  • dislivello in salita: 270 m
  • dislivello in discesa: 560 m
  • massima altitudine: 1200 m
  • tempo di percorrenza: 4h
  • livello: media difficoltà


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Lasciamo il pulmino a Santiago del Teide, ed iniziamo il nostro percorso con una decisa salita. Qui è molto nuvoloso, e dopo pochi passi comincia a scendere una lieve pioggia.
Enea ci racconta che la zona ha subito un grave incendio, che qualche anno fa ha interessato gran parte dell'isola. Comunque il pino canario è molto resistente, e nonostante la corteccia bruciata, sta pian piano rinascendo.



Ci rendiamo subito conto che la zona è più umida rispetto agli ambienti che abbiamo visitato nei due giorni precedenti. In particolare possiamo notare come il versante nord delle montagne sia estremamente più verde rispetto a quello rivolto verso sud.



Mentre procediamo sul sentiero la pioggia cessa di scendere, le nuvole si alzano e possiamo finalmente ammirare l'imponente paesaggio del massiccio del Teno ... sembra di essere sulle Ande!



Scendiamo infine nel piccolo paesino di Masca, dove prendiamo l'autobus che ci riporterà a Santiago del Teide.

Gli autisti degli autobus canari (la Guagua) sono famosi per la guida 'sportiva' ... e anche il nostro autista non si smentisce sulle curve della stradina di montagna!

Per la cena cambiamo ancora tipo di cucina: questa volta Enea ha scovato un caratteristico ristorante Venezuelano ad Alcalà.

lunedì 2 febbraio 2009

11 / 03) Tenerife Trekking: Las Fuentes

Questa mattina il cielo è sereno, quindi affrontiamo il percorso inizialmente programmato per ieri. Con il pulmino, Enea ci porta all'inizio del sentiero che ci porterà al villaggio, ormai abbandonato, di Las Fuentes, nella zona del monte Tejina.


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La salita è estremamente panoramica, con ampia vista sulla costa occidentale di Tenerife e sull'isola de "La Gomera" sempre in direzione Ovest.



Enea e Christine ci forniscono interessanti informazioni sulla flora della zona: non siamo nel periodo di massima fioritura, ma non mancano mandorli in fiore, lavanda, ginestre, ...



Il villaggio di Las Fuentes ha un chiaro passato agricolo, e si presenta con una spettacolare serie di terrazzamenti.



Pausa pranzo e riposo al sole, quindi ritorno sullo stesso sentiero dell'andata.

Per questa sera la cena è stata organizzata a casa di Enea e Christine, che vivono in una deliziosa 'finca' (fattoria) con piante di avocado nel giardino.

domenica 1 febbraio 2009

11 / 02) Tenerife Trekking: Los Roques de Garcia

Nel primo giorno di trekking avremmo dovuto percorrere un sentiero di media altitudine nella zona occidentale dell'isola, ma le nuvole nere che vedevamo dalla costa stavano scaricando parecchia pioggia, quindi Enea ha prontamente cambiato programma e puntato in alto ... abbiamo quindi raggiunto in breve i 2000 metri de "Las Cañadas" del Teide (l'immenso cratere, di circa 50 Km di diametro, del vulcano principale dell'isola), dove in genere le nuvole non arrivano ... e aveva pienamente ragione!
  • Spagna - Canarie - Tenerife
  • da: Mirador de la Ruleta (2135 m)
  • a: Mirador de la Ruleta (2135 m)
  • dislivello in salita: 140 m
  • dislivello in discesa: 140 m
  • massima altitudine: 2135 m (Mirador de la Ruleta)
  • tempo di percorrenza: 1h 30m (totale)
  • livello: bassa difficoltà



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Abbiamo quindi percorso un facile sentiero ad anello che gira attorno alle spettacolari "Roques de Garcìa" ... la cima del Teide (3715 m) sembrava a due passi! Siamo all'interno del Parque National del Teide, protetto dall'Unesco.



Vegetazione molto bassa, e rocce vulcaniche. Pranzo ai piedi delle imponenti formazioni vulcaniche a base di pane, formaggio, paella, salame, avocados, ...

Non caldissimo ed un po' ventoso, ma per essere a 2000 m di altezza in Febbraio, non c'è proprio di che lamentarsi!
La parte più difficoltosa del sentiero è costituita dall'ultimo tratto in salita per circa 150m di dislivello: è un tratto piuttosto ripido, che non è consigliabile percorrere in discesa.

Anche questa sera cena speciale a base di pesce al ristorante MarSala di Playa San Juan, dove il cuoco italiano ci cucina, tra l'altro, delle corvine al forno con le "papa bonita", le piccole patate caratteristiche dell'isola che vengono cucinate (e mangiate) con la buccia, prendendo il nome di "papa arrugada".

sabato 31 gennaio 2009

11 / 01) Tenerife Trekking

Partenza da Milano Linate alle ore 8:00 con volo Iberia per Madrid, quindi volo Iberia per Tenerife (aeroporto nel Sud dell'isola) con arrivo alle 14:00 ora locale (Il fuso orario delle Canarie prevede -1h rispetto all'Italia).
Volo tranquillo con vista, nell'ordine, di Lanzarote, Fuerteventura, Gran Canaria, La Gomera e Tenerife ... mancano solo le isole più occidentali, La Palma e El Hierro. Tenerife è coperta da uno strato nuvoloso dal quale spunta solo la cima del Teide, che con i suoi oltre 3700 metri di altezza è la montagna più alta dell'arcipelago (nonché di tutto il territorio spagnolo).
In aeroporto mi attende Enea, la guida italiana che vive da qualche anno a Tenerife, e che mi accompagnerà nei trekking della prima settimana. Con lui c'è la compagna Christine, e dopo poco atterranno gli altri 6 trekker provenienti dall'Austria: familiari e amici di Christine.
Ho trovato Enea cercando su Internet (www.eneatrekking.com), ci siamo scambiati qualche email. Gli ho chiesto di unirmi ad un gruppo già formato, così mi ha inviato un interessante e dettagliato programma. Mi ha subito ispirato fiducia, quindi ho prenotato la settimana di trekking.
Vengo accompagnato nel mio appartamentino nella località di Playa San Juan, nella costa occidentale dell'isola. Zona turistica ma tranquilla, lontana dal turismo di massa di Los Cristianos / Playa de Las Americas. Per la cena, Enea ha organizzato una ricca paella per tutti presso un ristorante a Puerto de Santiago.

Di seguito una cartina con gli itenerari.


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mercoledì 6 agosto 2008

Trekking trail 8) Monte Rotondo (Val Gerola - Valtellina - Italy)

Ascent to Rotondo mountain from Laveggiolo (in Val Gerola - Valtellina - Italy), in Orobie Valtellinesi Park.

  • Italy
  • from: Laveggiolo
  • to: Rotondo Mountain
  • dislivello: 1076 m
  • massima altitudine: 2496 m (Monte Rotondo)
  • tempo di percorrenza: 4h (x salita)
  • livello: media difficoltà
  • segnavia: vari cartelli segnaletici
  • cartografia: 'Val Gerola e Valle del Bitto di Albaredo' - carta escursionistica 1:25.000 - ERSAF

Partendo da Morbegno, in Bassa Valtellina, prendiamo la strada provinciale 405 che ci porta in Val Gerola. Raggiungiamo Gerola Alta (1053 m) e, all'uscita dal paese, prendiamo la strada che, a destra, sale a Laveggiolo, ma, prima di raggiungerlo, lasciamo l'auto nell'ampio spiazzo sterrato presso un tornante sinistrorso.
Iniziamo la passeggiata sulla pista sterrata che prosegue oltre il parcheggio in direzione nord. Siamo sulla GVO (Gran Via delle Orobie) e presto raggiungiamo le case di San Giovanni (1420 m). Lasciamo la strada sterrata al primo tornante sinistrorso, prendendo un sentiero, indicato dai segnavia rbr, che si stacca sulla destra. Siamo in Val di Pai, e ci troviamo in breve tempo a superare un torrente presso un ponticello di legno. Riprendiamo la salita, passiamo accanto ad alcuni ruderi di baita, e continuiamo sull'evidente sentiero ben segnalato. Raggiungiamo quindi un bivio: il sentiero di sinistra porta all’alpe Svanollino (1852 m) ma noi prendiamo a destra fino ad incontrare delle catene fissate alla roccia che aiutano a superare un tratto di sentiero largo ma esposto sul lato destro.



Ancora pochi passi, e oltre un fianco roccioso sbuchiamo all’alpe Stavello (1940 m).



Qui troviamo due baite molto curate, due fontane, ed una serie di cartelli segnaletici con le seguenti indicazioni:
  • nella direzione da cui proveniamo, è indicato Laveggiolo a 1h 20m e Trona a 3h 50m
  • la GVO continua verso est-nord-est permettendo di raggiungere l'alpe Combana in 30m, l'alpe Culino in 1h 20m e l'alpe Piazza in 3h 20m
  • salendo verso est, il sentiero 115 ci permette di raggiungere la bocchetta di Stavello in 1h 10m e la cima del monte Rotondo in 2h 20m

Scegliamo quest'ultima direzione prendendo una mulattiera scavata nella roccia che ci conduce verso sud, in alta Val di Pai.



Superata un'ultima baita (2095 m), il sentiero sempre evidente punta direttamente alla bocchetta, che raggiungiamo dopo un ultimo tratto piuttosto ripido.
In questa zona non è raro sentire i fischi delle marmotte ... e spesso si possono osservare tra i sassi.



La bocchetta di Stavello (2201 m), separa la Val di Pai dalla Val di Fraina, laterale della Val Varrone. Siamo giunti ai confini del Parco delle Orobie Valtellinesi.

Una serie di cartelli segnaletici ci indicano ora le direzioni possibili:
  • nella direzione da cui proveniamo, l'alpe Stavello è raggiungibile in 40m
  • in direzioni sud possiamo raggiungere la bocchetta di Colombana in 1h 20m, la bocchetta di Lareggio in 2h 20m e l'alpe Fraina in 1h 20m
  • in direzione nord possiamo raggiungere la cima del monte Rotondo in 50m ed il bivacco di Taeggio in 2h 30m

Prendiamo quest'ultima direzione, su un sentiero che sale a ridosso del crinale fino a raggiungere la cima del monte Rotondo (2496 m) già chiaramente visibile. Dopo 4h dalla partenza, eccoci arrivati alla meta dove troviamo una statua della Madonna.
Il panorama spazia dalla Val Gerola alla Val Lesina fino alla Bassa Valtellina e alle testate della val Masino. Spesso, nelle giornate estive in cui il tempo non è limpido, la visuale è limitata dalle nuvole che salgono dalla Val di Fràina.

Itinerario di trekking 7) Albaredo - Alpe Piazza (Parco delle Orobie Valtellinesi - Valle del Bitto di Albaredo - Valtellina)

Anello da Albaredo (nella Valle del Bitto di Albaredo - Valtellina) verso l'alpe Piazza, all'interno del Parco delle Orobie Valtellinesi.

  • Italia - Lombardia
  • da: Albaredo
  • a: Albaredo
  • dislivello: 900 m
  • massima altitudine: 1835 m (Alpe Piazza)
  • tempo di percorrenza: 5h
  • livello: media difficoltà
  • segnavia: vari cartelli segnaletici
  • cartografia: 'Val Gerola e Valle del Bitto di Albaredo' - carta escursionistica 1:25.000 - ERSAF

Partendo dalla piazza dell'ospedale di Morbegno, in Bassa Valtellina, prendiamo la strada che porta al Passo San Marco.
Lasciamo l'automobile nel parcheggio della frazione di Case di Sopra, che si raggiunge prendendo la seconda strada che si stacca verso sinistra dopo aver superato il tornante sinistroso e quello destrorso nel paese di Albaredo (potremmo lasciare la macchina ad Albaredo, in quanto Case di Sopra è molto vicina ad Albaredo).
Percorriamo un breve tratto di via Case di Sopra, e alla nostra destra, sul muro di una casa, scorgiamo il cartello giallo con il numero 2 che indica la partenza del sentiero del Matusc. Siamo a circa 950m di altitudine.
Dopo pochi metri troviamo un cartello del Parco delle Orobie che ci informa del fatto che siamo sul sentiero 149 e che possiamo raggiungere Baitridana in 2h30m e l'Alpe Piazza in 3h. Il segnavia rosso-bianco-rosso del sentiero 149 ci accompagnerà nella salita.
Il sentiero è ripido, e risale alcuni prati sino ad incrociare due volte una strada asfaltata. Proseguiamo la salita ed intercettiamo una carrozzabile sterrata che prendiamo verso sinistra sino al Punt dul Saltìn. Appena oltre il ponte vediamo alcuni cartelli che segnalano il Dosso Comune a 50 minuti, Egolo ad 1h20m e Cornelli a 2h10m. Lasciamo quindi lo sterrato e seguiamo il sentiero segnalato; raggiungiamo presto una prima baita, e continuiamo a salire sull'evidente sentiero indicato dai segnavia. Nella salita incontriamo una serie di caselli dell'acqua e siamo quasi sempre all'interno di una bella pineta.
Il sentiero lascia il bosco in prossimità di una strada sterrata carrozzabile. Siamo giunti nella parte alta dei prati di Egolo. La strada è recente, ed i segnavia non vi sono ancora stati riportati. Comunque proseguiamo sulla strada in direzione sud e superiamo alcune baite alla nostra destra. Troviamo un altro cartello giallo del 'Sentiero del Matusc' e dopo pochi metri individuiamo un sentiero che si stacca sulla sinistra. Questo ci porta nei pressi di una baita, ma noi continuiamo la salita e, dopo poco, ritroviamo i segnavia.
Raggiungiamo presto la località Sass a 1600 m, dove intercettiamo un sentiero che proviene da destra. Qui troviamo sia il cartello del Sentiero del Matüsc, che quello del Sentiero della Transumanza; i due sentieri coincidono sino all’alpe Baitridana.
Continuiamo a salire, sino a quota 1680 m, dove raggiungiamo i prati della località Gradesc ed intercettiamo la strada carrozzabile per Cornelli ad un tornante destrorso (per chi sale). Ignoriamo i cartelli dei nostri due sentieri, e percorriamo la carrozzabile in salita sino al suo punto finale: la località Cornelli a 1739 m.



Proseguiamo per l'evidente sentiero che passa a monte dei prati e, dopo un breve tratto, troviamo diversi cartelli: nella direzione da cui proveniamo è indicato che il sentiero 149 porta ad Egolo in 30 minuti, al Dosso Comune in 50 minuti, e ad Albaredo in 1h20m; proseguendo diritti possiamo raggiungere Baitridana in 10 minuti, il rifugio alpe Piazza e l’alpe Piazza in 20 minuti; nella direzione che scende, alla nostra destra, sul dosso c'è il sentiero 132 che permette di raggiungere la Corte Grande in 10 minuti, la Corte Grassa in 20 minuti e la località Scoccia (Scöccia) in 40 minuti.
Proseguiamo quindi diritti su facile sentiero; passiamo a monte dei prati dell’alpe Baitridana (1670 m) sino a raggiungere l'alpe Piazza (1835 m).



Poco prima del rifugio troviamo una serie di cartelli. Siamo arrivati ad intercettare la Gran Via delle Orobie. Per chi volesse proseguire, le destinazioni principali sono l'alpe Lago andando diritto o l'alpe Pedroria andando verso sinistra.
Per la discesa, torniamo al trivio in zona Cornelli, e scendiamo a sinistra per il percorso 132 in direzione della Corte Grande. Il sentiero è molto evidente e ben segnalato dai segnavia.
Superata una pineta, giungiamo prima alla Corte Grande (1615 m), poi alla Corte Grassa, ed infine alle baite della località Scöccia (1445 m).



La discesa continua sino ad intercettare il primo tratto della strada asfaltata (per Cornelli) che si stacca dalla strada provinciale per il passo di San Marco. Raggiunta la strada provinciale, la seguiamo per pochi metri verso destra sino ad un sentiero che scende a sinistra (in corrispondenza di un cartello del "sentiero del Matusc").
Nella discesa, in corrispondenza di un casello dell'acqua, prendiamo il sentiero che scende a sinistra fino ad intercettare la via Priula, che in questo tratto è asfaltata. La prendiamo verso destra e la seguiamo fino ad Albaredo.

Itinerario di trekking 6) Monte Motta (Parco delle Orobie Valtellinesi - Val Gerola - Valtellina)

Salita al monte Motta che sovrasta Gerola Alta (in Val Gerola - Valtellina), all'interno del Parco delle Orobie Valtellinesi.

  • Italia - Lombardia
  • da: Gerola Alta
  • a: Gerola Alta
  • dislivello: 920 m
  • massima altitudine: 1971 m
  • tempo di percorrenza: 3h (x la salita)
  • livello: media difficoltà
  • segnavia: rosso-bianco-rosso
  • cartografia: 'Val Gerola e Valle del Bitto di Albaredo' - carta escursionistica 1:25.000 - ERSAF

Partendo da Morbegno, in Bassa Valtellina, prendiamo la strada provinciale 405 che ci porta in Val Gerola. A Gerola Alta (1050 m) parcheggiamo l'automobile, percorriamo il ponte sul torrente Bitto e giriamo a sinistra. Dopo pochi passi prendiamo l'evidente sentiero che sale alla nostra destra, puntando verso nord. Raggiungiamo presto una baita; il sentiero la aggira piegando a destra e subito dopo a sinistra. Continuiamo la salita, ed entriamo nel bosco in corrispondenza di una baita con il segnavia sul muro.
A quota 1357 m, dopo circa 45 minuti, usciamo dal bosco: siamo giunti nella parte bassa dei prati di Bominallo. Qui troviamo alcuni cartelli che ci indicano le direzioni possibili. Poco oltre, la scritta "Motta" su un sasso ci indica la direzione: continuiamo la salita restando nel bosco, ai bordi dei prati, accompagnati dai segnavia rbr.
Continuiamo a seguire il bordo inferiore dei prati, e cominciamo la salita accanto al limite nord dei prati, passando alla sinitra di una grande baita.
La salita continua all'interno di un rado boschetto di larici, rododendri e piantine di mirtillo.
Il sentiero è sempre evidente e ben segnalato, e passa attraverso boschi e radure dominate da alcune pozze d'acqua. Presso una di queste pozze troviamo un cartello che indica Rundanit a 30 minuti; lo ignoriamo e continuiamo la nostra salita.
A 1703 m raggiungiamo un'ampia radura con una baita, continuiamo la salita ed affrontiamo un passaggio che richiede attenzione in quando dobbiamo superare alcune roccette. A circa 1800 m troviamo uno spiazzo con alcuni calech.



In alto possiamo scorgere facilmente la croce posta alla cima del monte Motta. Ci attende l'ultimo tratto piuttosto ripido, dove passiamo accanto ad alcune barriere para-valanghe.
La cima del monte Motta (1971 m) è caratterizzata da un tratto pianeggiante e da un lungo sentiero di crinale che porta verso il lago di Pescegallo (direzione sud).



L'ampio panorama ripaga della fatica nella salita.

domenica 6 luglio 2008

Itinerario di trekking 5) Val Mala (Parco delle Orobie Valtellinesi - Val Gerola - Valtellina)

Anello dalla parte alta di Rasura (in Val Gerola - Valtellina) verso la Val Mala, all'interno del Parco delle Orobie Valtellinesi.

  • Italia - Lombardia
  • da: Rasura
  • a: Rasura
  • dislivello: 840 m
  • massima altitudine: 1807 m
  • tempo di percorrenza: 4h 30m
  • livello: media difficoltà
  • segnavia: vari cartelli segnaletici
  • cartografia: 'Val Gerola e Valle del Bitto di Albaredo' - carta escursionistica 1:25.000 - ERSAF

Partendo da Morbegno, in Bassa Valtellina, prendiamo la strada provinciale 405 che ci porta in Val Gerola. Subito dopo il paese di Rasura, imbocchiamo una strada che si stacca a destra. Superiamo un primo tornante sinistrorso (da destra sale una strada alternativa da Rasura), quindi un secondo tornante destrorso, ed infine un terzo tornante sinistrorso. Lasciamo l'automobile in uno dei due slarghi che troviamo sul lato sinistro della strada (960 m).
Sul lato destro della strada, poco oltre gli slarghi, troviamo una mulattiera che sale all'interno di un bosco. Dopo pochi passi troviamo subito una panchina ed un paletto col numero 4 (questi paletti numerati accompagnano la salita sino al Rifugio Bar Bianco). Proseguiamo la salita, incontriamo il paletto con il numero 5, ed arriviamo a dover attraversare la strada asfaltata. Di fronte la mulattiera prosegue la salita nel muro di contenimento della strada; qui troviamo il segnavia rosso/bianco/rosso con il numero di sentiero 124.
Dopo una breve scalinata intercettiamo una strada sterrata che imbocchiamo verso sinistra. Siamo ai piedi di un ampio prato con alcune baite. Incontriamo il paletto n. 6, quindi la mulattiera rientra nel bosco. Raggiungiamo il paletto n. 7 ed usciamo di nuovo all'aperto in prossimità delle baite del maggengo di 'Larice di Sotto' (Lares). Qui la mulattiera gira a destra e sale per qualche metro tra due staccionate di legno. Raggiunto il paletto n. 8, seguiamo il sentiero a destra che attraversa il prato, raggiunge un'altra baita e sale raggiungendo una strada sterrata. Abbiamo abbandonato la mulattiera che sale al Rifugio Bar Bianco, e proseguiamo sulla strada sterrata verso sinistra. Nella parte alta possiamo notare l'ampio prato della località Larice, con altre baite. Dopo uno slargo, notiamo sulla destra una piccola cappella in legno dedicata alla Madonna del Lares. Qui la mulattiera riprende la sua salita, ma noi la ignoriamo perché continuiamo sullo sterrato che si addentra nella Val Mala.
In prossimità di un torrente della Val Mala, lo sterrato lascia il posto ad un sentiero che scende di qualche metro per passare su un ponte in cemento (1300 m). Sul lato opposto percorriamo un sentiero ben marcato che sale per raggiungere i prati delle Foppe (1338 m). Risaliamo quindi i prati, sfruttando un sentiero che parte a destra della prima baita. Ignoriamo la deviazione a destra che rientra nel bosco, riattraversa la Val Mala e raggiunge la località Ciani, sopra Lares.


Nella parte alta dei prati non troviamo un evidente sentiero per proseguire, ma saliamo semplicemente nel boschetto di radi larici sino ad incontrare il muretto che delimita la parte bassa degli ampi prati dell'Alpe Combanina. Proseguiamo portandoci sulla sinitra, fino ad individuare due baite (1519 m). Dopo averle raggiunte, continuiamo sulla sinistra, dove troviamo una traccia di sentiero che sale in una selva sino ad un gruppo di cartelli del Parco che ci danno una serie di indicazioni e possibilità per proseguire:
  • proseguendo la salita, 50 minuti per l'Alpe Ciof e l'incrocio con la Gran Via delle Orobie; 1 ora e 10 minuti per l'alpe Combana.
  • in discesa, 40 minuti per la località Masoncelli; 10 minuti per le Foppe; 40 minuti per la località Ciani.
Noi proseguiamo sull'ampio sentiero, in direzione sud-ovest, indicato per l'Alpe Ciof. Quando raggiungiamo il sentiero della Grande Via delle Orobie (GVO), troviamo una nuova serie di cartelli con le seguenti indicazioni:
  • in discesa (lungo il sentiero che abbiamo utilizzato per la salita), 50 minuti per le Fope, 1 ora e 20 minuti per Masoncelli.
  • alla nostra sinistra, 1 ora per l'Alpe Stavello; 4 ore e 40 minuti per il lago di Trona.
  • alla nostra destra, 40 minuti per l'Alpe Culino; 1 ora e 20 minuti per l'Alpe Olano; 2 ore e 40 minuti per l'Alpe Piazza.


Noi proseguiamo alla nostra destra sulla GVO, godendoci un fantastico panorama: le cime del gruppo del Masino piuttosto che il fondo della Val Gerola, la Valle di Bomino e la Valle di Pescegallo.
Siamo nei prati alti dell'Alpe Combanina, ed in pochi minuti raggiungiamo la Baita Giuf (o Ciof) (1734 m).
Qui troviamo un altro insieme di cartelli del Parco, che ci indicano la strada. Restiamo sulla GVO andando verso sinistra (direzione ovest), su una traccia di sentiero che sale verso un dosso. A valle dello scheletro di larice colpito da un fulmine, individuiamo una traccia di sentiero verso destra che porta ad una baita solitaria che già riusciamo a vedere. Siamo sempre su un ampio prato punteggiato qui e là da qualche sparuto larice. Oltrepassata la baita, alle sue spalle vediamo alcuni paletti con la sommità rossa e bianca: ci indicano il sentiero che ci porta ad attraversare un ruscello su un piccolo ponte di legno.
Un ultimo sforzo in salita: un breve sentiero che ci porta alla baita Ven (1807 m), che già riuscivamo a vedere nel tratto precedente del sentiero.
Siamo ancora sulla GVO, e anche qui troviamo una serie di cartelli con le seguenti informazioni:
  • nella direzione da dove veniamo, 30 minuti per l'Alpe Combana; 2 ore e 20 minuti per Laveggiolo.
  • in direzione ovest (sinistra), 25 minuti per il Lago Culino; 1 ora per la Cima Rosetta.
  • in direzione est (destra), 30 minuti per il Rifugio Bar Bianco; 50 minuti per l'Alpe Olano; 1 ora e 50 minuti per l'Alpe Tagliata; 2 ore e 30 minuti per l'Alpe Piazza.
Noi prendiamo a destra, percorrendo una tranquilla discesa verso il Rifugio Bar Bianco. Raggiungiamo in breve la parte alta dell'Alpe Culino inferiore: il sentiero è sempre evidente, e troviamo ancora altri cartelli segnaletici.


Raggiunto il Rifugio Bar Bianco (1506 m), lo lasciamo alla nostra sinistra e cerchiamo il sentiero che scende, ripido, fino ai prati della località Ciani. Teniamoci sulla parte destra dei prati; nella parte bassa troveremo il sentiero che, in breve, ci porta sulla pista sterrata della località Larice. A questo punto riprendiamo il sentiero che abbiamo percorso in fase di salita.

giovedì 3 luglio 2008

Itinerario di trekking 4) San Martino - Val di Mello - Casera Pioda (Valtellina)

Itinerario lungo la Val di Mello, in Val Masino (Valtellina).
Quasi completamente pianeggiante nel primo tratto, poi salita finale alla Casera Pioda.

  • Italia - Lombardia
  • da: San Martino
  • a: Casera Pioda
  • dislivello: 650 m
  • massima altitudine: 1559 m
  • tempo di salita: 2h
  • tempo di discesa: 1h 30m
  • livello: facile il primo tratto, poi media difficoltà

Raggiungiamo la località di San Martino (912 m) in Val Masino e lasciamo l'auto nel parcheggio del centro sportivo (nella parte orientale del paesino).
Ripercorriamo il breve tratto di strada asfaltata sino al ponte sul torrente. Lo attraversiamo, e prendiamo la strada a destra che costeggia l'argine. La strada diventa presto un evidente sentiero che ci permette di entrare in Val di Mello.
Raggiunta la strada asfaltata, proseguiamo verso destra (oriente), inoltrandoci ulteriormente nella valle. L'asfalto lascia il posto ad un ciotolato, quindi ad una strada sterrata sino al parcheggio (raggiungibile solo in alcuni periodi dell'anno). Proseguiamo sul sentiero di fondovalle che corre parallelo al torrente.



Raggiungiamo la località di C.na Piana (1092 m). Le pareti verso nord sono meta di arrampicata, famosa in tutto il mondo.



Continuiamo sull'evidente ampio sentiero ignorando la deviazione a sinistra verso il rifugio Allievi Bonacossa. Raggiungiamo la località Rasica (1148 m) e cominciamo a salire, prima gradualmente poi in maniera più decisa. Ignoriamo la deviazione a sinistra verso la Val Torrone, superiamo un ponte e continuiamo la salita fino a raggiungere la località della Casera Pioda (1559 m). Di fronte a noi il ghiacciaio del Monte Disgrazia (alta Val Malenco).



Il ritorno si svolge sullo stesso sentiero dell'andata.

Il primo tratto, sino alla località Rasica, è molto adatto a famiglie con bambini.

Itinerario di trekking 3) Rapallo - Montallegro - Passo della Crocetta - Rapallo

Itinerario ad anello: stazione ferroviaria di Rapallo (0 m), santuario della N. S. di Montallegro (612 m), Passo della Crocetta (599 m), Monte delle Pozze, Rapallo. Percorso di media difficoltà. Il sentiero in salita è prevalentemente ombreggiato.
Adatto per una gita giornaliera in treno+gambe.

  • Italia - Liguria
  • da: Rapallo
  • a: Rapallo
  • dislivello: 650 m
  • massima altitudine: 650 m
  • tempo di salita: 2h
  • tempo di discesa: 2h 30m
  • livello: media difficoltà
  • segnavia: doppia crocetta rossa, doppia x rossa, tre punti rossi a forma di triangolo, cerchio barrato rosso

All'esterno della stazione di Rapallo, dando le spalle alla stazione stessa, prendiamo la strada principale (la via Aurelia) a sinistra (direzione est) fino alla rotonda nei pressi del mare. Attraversato il ponte sul torrente, imbocchiamo la prima strada a sinistra che prende a salire a destra dopo pochi metri. Siamo su via Don Minzoni, e vediamo il primo segnavia con la doppia crocetta rossa che ci accompagnerà in tutto l'itinerario.
Dopo una breve salita sulla strada asfaltata, prendiamo la scalinata che si stacca a sinistra. Questa alterna tratti di mulattiera e tratti di scalinata.
Percorriamo diverse piccole frazioni fino a raggiungere, a 200 m di altezza, la località 'Il Pellegrino'.
Continuiamo la salita sull'evidente percorso, che ci regala stupendi panorami su Rapallo e su Golfo del Tigullio, pur essendo ombreggiato per la maggior parte.



Raggiungiamo la stazione di arrivo della funivia che sale da Rapallo, e continuiamo verso il santuario della N. S. di Montallegro. Sono passate circa 2 ore, ed abbiamo raggiunto l'altitudine di 612 m.
Proseguiamo sulla sinitra dell'edificio, e raggiungiamo subito un quadrivio con diverse segnalazioni.
A destra è possibile raggiungere Chiavari. Proseguendo diritto si raggiunge la vetta del monte Rosa su un evidente sentiero costellato dalle stazioni della via crucis.
Noi invece proseguiamo verso sinistra: i segnavia che ci accompagnano sono ora la doppia x rossa oppure il rombo rosso o ancora i doppi rombi vuoti. Percorriamo un sentiero pianeggiante all'interno di una lecceta ignorando le deviazioni verso il Passo di Canevale e verso Coreglia Ligure (segnavia di doppi rombi vuoti).
In circa un'ora dal santuario, raggiungiamo in leggera discesa il Passo della Crocetta (599 m). Qui attraversiamo la strada asfaltata dove troviamo due sentieri: quello più alto porta al Monte Pegge (segnavia doppia x rossa e rombo rosso), mentre noi imbocchiamo quello più basso che taglia il versante sud del Monte Pegge. Questo sentiero è segnalato da tre punti rossi posti ai vertici di un triangolo. Rispetto al precedente, questo tratto di sentiero è più esposto e meno curato, quindi la vegetazione può essere più fitta.
Raggiunto il crinale che scende verso Rapallo dal Monte Pegge, incontriamo il sentiero che scende dalla vetta del monte e lo prendiamo verso sinistra (verso il mare). Cambiamo nuovamente segnavia che ci guida sul sentiero: ora è un cerchio rosso barrato.
Proseguiamo la discesa sull'evidente sentiro che ci porta nei pressi del Monte delle Pozze, e quindi ci fa attraversare alcuni piccoli nuclei abitati. Raggiungiamo quindi Rapallo, e scendendo lungo la Salita S. Agostino, raggiungiamo il retro della stazione ferroviaria dopo circa 1 ora e mezza dal Passo della Crocetta.

venerdì 30 maggio 2008

Itinerario di trekking 2) Canzo - Alpe Alto - Terza Alpe - Canzo

Itinerario ad anello: stazione ferroviaria di Canzo (400 m), fonti di Gajum, San Miro, Alpe Alto (1100 m), Terza Alpe, Prima Alpe, fonti di Gajum, Canzo. Percorso di media difficoltà.
Adatto per una gita giornaliera in treno+gambe.


  • Italia - Lombardia
  • da: Canzo
  • a: Canzo
  • dislivello: 700 m
  • massima altitudine: 1100 m
  • tempo di salita: 2.5 h
  • tempo di discesa: 2.5 h
  • livello: media difficoltà
  • segnavia: cartelli segnaletici

Usciti dalla stazione ferroviaria di Canzo, prendiamo a sinistra e, dopo pochi metri, la strada a destra; di fronte i segnavia con i principali percorsi della zona.
Alla rotonda proseguiamo diritto, ed in piazza Garibaldi andiamo diritto in via Risorgimento. Sempre diritto in via Mornerino e quindi via Meda. Al termine prendiamo via Lunate a destra. Percorriamo la via, superiamo un ponte, ed arriviamo ad avere un torrente sulla sinistra. Ad un incrocio troviamo il cartello per Gajum, che indica di proseguire diritto su strada asfaltata. Dopo circa 30 minuti dalla partenza, abbiamo raggiunto le fonti di Gajum.
Qui lasciamo la strada asfaltata, ed imbocchiamo il sentiero 2, in direzione di San Miro al Monte. Siamo su un'ampia mulattiera realizzati con i ciotoli del fiume che abbiamo alla nostra destra. Come possiamo vedere dai pannelli didattici presenti sul tracciato, ci troviamo su un percorso geologico: precisamente si trovano qui e là diversi massi erratici provenienti dalla Valtellina e dalla Val Masino. Prima meta del percorso, la chiesette di San Miro al Monte (è possibile rifornirsi di acqua alla fontana), che raggiungiamo dopo circa 30 minuti da Gajum.
Da qui saliamo utilizzando il sentiero numero 6, che si arrampica su roccette, e che richiede qualche facile guado del ruscello nel primo tratto. La salita richiede un certo impegno, e non è consigliata nelle ore più calde di una giornata estiva. Superate le roccette, il sentiero continua a salire piuttosto ripido, ed il panorama si allarga. Dopo un ultimo tratto all'interno di una fitta pineta, raggiungiamo l'Alpe Alto a 1100 m di altitudine; stiamo camminando da circa 2 ore e 30 minuti. Qui troviamo diversi cartelli segnavia che, andando a destra, ci possono portare al Monte Rai, al monte Cornizzolo, ecc



Dopo una sosta, noi scegliamo la discesa alla Terza Alpe (793 m), prendendo il sentiero segnalato verso sinistra e percorrendolo per poco meno di un'ora. Anche questa è una zona adatta ad una sosta.
Per la discesa si potrebbe prendere il sentiero 2 che costeggia il torrente. Ma noi scegliamo di continuare sull'ampia e comoda mulattiera (sentiero numero 8) che passa dalla Prima Alpe e ci riporta alle fonti di Gajum. Da qui rientriamo alla stazione mediante la strada percorsa all'andata. In totale, impieghiamo circa un'ora e 30 minuti nella discesa dalla Terza Alpe a Canzo.



La mulattiera è particolarmente adatta a famiglie con bambini, e consigliata anche agli appassionati di nordic walking.
 

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